Movimento di liberazione

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Movimento di liberazione nazionale e insorti

I movimenti di liberazione nazionale sono distinti dagli insorti, in quanto questi ultimi sono governi insurrezionali. Lo scopo di essi è quello di raggiungere l’indipendenza dell’ex colonia, un distacco dall’ex madrepatria, mirano a costituirsi in quanto stato. Gli insorti hanno come controparte il governo legittimo (esistente) ed i movimenti di liberazione nazionale hanno come controparte l’ex madrepatria. Questi ultimi per raggiungere il loro scopo non necessariamente ricorrono all’uso della forza pari ad un’insorgenza. Quindi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale assistiamo ad un PROCESSO DI DECOLONIZZAZIONE. In India ci fu un movimento di non violenza, Ghandi adottò metodi non violenti, era propenso alla pace. Tuttavia quello di liberazione può decidere di ricorrere all’uso della forza. In Algeria vi fu l’uso della forza da parte del movimento e l’uso della repressione con ricorso alla forza da parte dell’ex madrepatria (Francia). Due protocolli furono dedicati ai conflitti tra il movimento di liberazione e la madrepatria. Tutti gli stati agiscono solo in base ai propri interessi e quindi anche quello di liberazione nazionale agisce per fini propri. Nell’URSS lo smembramento dell’unione fu preceduto dal distacco di alcuni paesi.

CARATTERISTICHE DEL MOVIMENTO

organizzazione umanitaria organizzata che mira ad ottenere l’indipendenza dall’ex colonia. Essa  può ottenerla soltanto dall’ex madrepatria. Il movimento pur potendo assumere e presentare le caratteristiche degli insorti, di per sé non costituisce né può costituire un soggetto di diritto internazionale. Il ripiego che può assumere si dirige soltanto nei confronti della madrepatria. La guerra civile si qualifica come gli insorti e quindi si riconosce la peculiare soggettività. Il movimento può stabilire accordi con la madrepatria. Tali accordi non sono di diritto internazionale bensì interni, che non hanno valore al di là dello stato.