Monarchia Parlamentare

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Monarchia Parlamentare: l’Inghilterra in quanto patria del costituzionalismo diventa uno stato con un sistema parlamentare-liberale. Il Parlamento della Monarchia inglese, già da molti decenni, era al centro del sistema politico dopo il 1688 con la Glorious Revolution che diede vita al Bill of right del 1689.

L’ultima vera Monarchia

Il sovrano inglese regna ma non governa, sta al di sopra delle parti ed è il simbolo della nazione. Dal punto di vista politico il potere passa nelle mani del governo e del parlamento. Al vertice vi è un re, poi il primo ministro è il capo del governo e coincide con il leader del partito che ha vinto le elezioni politiche che ha bisogno del sostegno del parlamento.

Monarchia Parlamentare

Il Parlamento inglese è bicamerale. La Camera dei Lords, non è eletta dal popolo ma nominata dal re mentre la Camera dei comuni è eletta dal popolo nella quale operano i due partiti dell’ottocento, i conservatori e i liberali.

La camera dei comuni era eletta dal popolo. Tuttavia l’Inghilterra non è stata la patria del suffragio universale, lo si adottò molto più tardi rispetto alla Francia. Era un suffragio ristretto, che ha avuto un allargamento progressivo. Il governo inglese ha tuttavia bisogno della camera dei comuni, di fondamentale importanza in quanto rappresenta la parte concreta del popolo. La camera dei Lords aveva la funzione di controllo, come rallentamento di eventuali passi azzardati della camera dei comuni. La camera dei Lords aveva l’ultima parola di veto sulle decisioni, ma non ha mai posto veto sulla legge fondamentale, la legge finanziaria.

Suffragio non universale

Si è avuto un allargamento del suffragio in modo graduale. Vi sono state tre grandi riforme elettorali inglesi (1832-1867-1884), non arrivando ancora al suffragio universale. Queste riforme non furono fatte da un partito, vi era alternanza nella scelta. Si ha tuttavia un momento di rottura molto forte nella crisi 1909-1910, quando si interrompe un procedimento che si era consolidato nella prassi politica.

Fine della supremazia dei Lords

 La camera dei Comuni decide di metter un veto su una legge finanziaria della camera dei Lords. Vi è anche uno scontro nei comuni in cui i conservatori si schierano con i lords. Si hanno due elezioni politiche nel giro di un anno ed i conservatori sono sconfitti. Il governo Asquith decide di regolare i conti con la camera dei Lords varando un provvedimento, il “parliament act”.  Tale atto toglierà alla camera dei Lords il potere di bloccare una riforma finanziaria. Si ha, quindi, un ridimensionamento dei Lords all’interno del sistema. Dall’interruzione della prassi nasce il provvedimento che metterà fine alla supremazia dei Lords, giungendo quasi a parificare le due camere.

Da questo momento l’Inghilterra diventa concretamente una monarchia parlamentare, in qui il ruolo del parlamento è di fondamentale importanza e le due camere sono equiparate a livello di poteri e di rappresentanti.